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In scena 70 alunni per raccontare il genio di Leonardo

Bellante, l’intero paese partecipa alla rappresentazione ideata dagli studenti della scuola media Saliceti TERAMO. Una comunità intera si attiva per il teatro: la scuola media Saliceti coinvolge tutta la cittadinanza per la rappresentazione di “Leonardo e la macchina del tempo”, uno spettacolo totalmente autoprodotto, dai testi ai costumi, dalle scenografie al buffet finale. E’ stata […]

Bellante, l’intero paese partecipa alla rappresentazione ideata dagli studenti della scuola media Saliceti

TERAMO. Una comunità intera si attiva per il teatro: la scuola media Saliceti coinvolge tutta la cittadinanza per la rappresentazione di “Leonardo e la macchina del tempo”, uno spettacolo totalmente autoprodotto, dai testi ai costumi, dalle scenografie al buffet finale. E’ stata un’iniziativa molto sentita e partecipata quella portata in scena dagli studenti dell’istituto scolastico del centro storico di Bellante, guidato dalla dirigente Beatrice Caporusso. Settanta sono stati i ragazzi coinvolti. La rappresentazione, che si è tenuta nello spazio antistante la palestra comunale, ha registrato il “tutto esaurito”, nessuna sedia libera infatti risultava fra i duecento, e più, posti a disposizione. Lo spettacolo raccontava le vicende di un certo Leonardo da Vinci, personaggio che inventa una macchina bizzarra: non ancora la macchina volante, (poi realmente ideata dal genio del Rinascimento), ma la macchina del tempo. Lo strano strumento permetterà al protagonista di attraversare varie epoche storiche, (quelle studiate dagli studenti durante l’intero anno scolastico), e di incontrare diversi luoghi e personaggi: da Dante Alighieri a Galileo Galilei, da Carlo Magno agli dei dell’Olimpo, per arrivare fino alla Mecca. «Siamo pienamente soddisfatte del lavoro svolto dai nostri ragazzi», hanno commentato le professoresse di lettere, Simona Maravalle e Arianna Savini, responsabili del progetto. «Gli studenti hanno proposto, ideato e scritto lo spettacolo tutto da soli e in appena cinque incontri, tutti pomeridiani, hanno realizzato un lavoro degno di una compagnia teatrale». L’iniziativa, hanno spiegato le insegnanti, rientrava in un progetto più ampio volto da un lato a favorire l’integrazione interculturale e dall’altro a combattere la dispersione scolastica. A questo proposito le professoresse hanno sottolineato: «Siamo convinte del fatto che la dispersione scolastica si possa contrastare con attività che mettano in gioco i ragazzi, rendendoli davvero protagonisti, e non solo di uno spettacolo, ma della propria vita». La comunità, – le settanta famiglie degli studenti di fatto costituiscono tutta la popolazione del centro storico hanno spiegato le insegnanti, – è stata coinvolta nella realizzazione delle scenografie, nella preparazione del buffet multietnico e anche per l’impianto fonico. «Sicuramente», hanno concluso Maravalle e Savini, «non avremmo potuto realizzare un tale evento senza la collaborazione preziosa del sindaco Mario Di Pietro e dell’assessore alla cultura Viviana Di Febo, che hanno messo a disposizione dei ragazzi un ampio palco, i nostri ringraziamenti vanno anche agli operai comunali, ai genitori, ai collaboratori scolastici e alla dirigente Caporusso che ci ha pienamente sostenuto in tutto il percorso». (e.m.)

da Il Centro (Teramo) del 20 giugno 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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